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“CHI È SENZA ANSIA SCAGLI LA PRIMA PIETRA”

 

Dott.ssa IRENE LUCIA VANELLI – Medico Chirurgo specialista in Psichiatria

 

 

Questo breve articolo non ha la pretesa di essere esaustivo in merito all’argomento “disturbi d’ansia”, si propone, piuttosto, la divulgazione d’informazioni, utili (per quanto generali) e di fonte controllata, che possono aiutare il lettore a ravvisare eventuali problematiche presenti.

 

La parola “ansia” deriva dal latino anxietas (soffocare, strozzare, preoccupare, turbare) e comprende le risposte comportamentali, affettive e cognitive alla percezione del pericolo.

I disturbi d’ansia rappresentano i disturbi psichiatrici più frequenti, sia nel mondo sviluppato, sia nei paesi in via di sviluppo. Le caratteristiche tipiche sono un decorso cronico della malattia associato ad alti livelli di compresenza di altre patologie (psichiatriche e non), una significativa disabilità e una ridotta qualità di vita.

Nonostante ciò, questi disturbi restano sotto-diagnosticati e non adeguatamente trattati nella maggior parte dei casi.

I disturbi d’ansia rappresentano il tipo più comune di patologia psichiatrica, tuttavia solamente una esigua parte di pazienti con disturbi d’ansia ricorre a una qualche forma di assistenza medica, chiedendo per lo più aiuto ai Medici di Famiglia o agli Psichiatri.

Esiste un’ansia normale?

L’ansia è una condizione fisiologica e psicologica non anormale in sé, ma che può interessare la psichiatria quando i suoi livelli arrivano a interferire con la vita della persona. Il problema cruciale, pertanto, è distinguere tra ansia normale e ansia patologica.

L’ansia costituisce una risposta adattativa che permette al nostro organismo di reagire in condizioni di pericolo. Si tratta di un’emozione universale, che non sarebbe di per sé inadeguata da provare e costituisce, per l’appunto, una parte necessaria della risposta dell’organismo allo stress.

Si tratta, dunque, di un meccanismo innato che permette di affrontare, con un adeguato aumento delle prestazioni di vigilanza, attenzione e con la messa in atto di una risposta biologica di attacco o  di fuga, un eventuale pericolo futuro: uno dei meccanismi che, in sostanza, ha permesso all’uomo di non estinguersi.

In una prima fase quindi, all’incrementarsi del livello d’ansia, le prestazioni dell’individuo migliorano; se, tuttavia, i livelli d’ansia continuano a crescere la risposta prestazionale (fisica, emozionale, cognitiva) viene a diminuire e diventa disfunzionale.

Quando l’ansia di una persona è sproporzionata rispetto a una data situazione, causa angoscia e pregiudica il generale funzionamento: si può pertanto affermare che la persona soffre di un disturbo d’ansia.

L’ansia in tale contesto si caratterizza come uno spiacevole stato affettivo, che può essere più semplicemente definito come: “una paura senza una giustificata ragione”. Per descrivere la propria condizione il paziente spesso usa termini come tensione, stress, angoscia, irrequietezza. A volte l’ansia si accompagna a sintomi fisici, quali: palpitazioni, sudorazione, difficoltà nel respirare, vertigini ecc. Se i sintomi fisici si verificano improvvisamente e in associazione, il risultato è una paura travolgente (in questo caso si parla di attacco di panico).

Tipi di stati ansiosi e sintomi associati:

Grossolanamente, è possibile individuare due tipologie di stati ansiosi.

In un primo tipo, il problema ricorrente è caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico che possono verificarsi in modo inaspettato e in qualsiasi situazione. Un attacco di panico consiste in un’intensa sensazione di preoccupazione d’insorgenza improvvisa che si associa a un ampio spettro di sensazioni fisiche spiacevoli.

Tali sensazioni comprendono più frequentemente: mancanza di respiro, palpitazioni, dolore toracico, senso di soffocamento, capogiri, formicolio a mani e piedi, vampate “caldo e freddo”, sudorazione, sensazione di svenimento, tremori e derealizzazione.

La natura improvvisa e intensa di tali sensazioni spesso porta il paziente a pensare di essere a rischio di qualche evento, fisico o mentale, catastrofico come uno svenimento, un infarto cardiaco, perdere il controllo o impazzire.

Nel secondo tipo di stato ansioso, il problema principale è costituito da un’ansia immotivata, o eccessiva, e dalla preoccupazione relativa a diverse circostanze di vita.

A tale condizione di ansia possono associarsi un ampio spettro di sintomi fisici. Questi includono: tensione muscolare, spasmi e contrazioni muscolari, irrequietezza, facile affaticabilità, mancanza di respiro, palpitazioni, sudorazione, bocca secca, capogiri, nausea, diarrea, vampate di calore o percezione di freddo, minzione frequente, difficoltà a deglutire, vertigini, difficoltà a concentrarsi, irritabilità e insonnia.

Come riconoscere un disturbo d’ansia?

Come anticipato in precedenza, quando i livelli di ansia raggiungono intensità tali da interferire con la quotidianità e il benessere della persona, è probabile la presenza di un disturbo d’ansia.

Non è scopo di questo articolo entrare nel merito clinico e cla trattare nel dettaglio le diverse condizioni cliniche che rientrano sotto l’etichetta di “disturbo d’ansia”, tuttavia, si riporta in chiusura una scala di valutazione auto-somministrata (SHEEHAN PATIENT RATED ANXIETY SCALE – SPRAS) utile per la quantificazione dei livelli di ansia che può essere usata dal lettore come un indicatore generale della propria condizione clinica.

 

È bene inoltre sottolineare che stati ansiosi si possono riscontrare in presenta di diverse condizioni mediche; inoltre, i trattamenti fisici e l’abuso di sostanze illecite possono simulare i sintomi di ansia. Oltre a ciò, le preoccupazioni quotidiane dovrebbero essere distinte dalle preoccupazioni non-adattative classificate come patologiche.

 

 

 

GRIGLIA DEI PUNTEGGI per la scala auto-somministrata SPRAS.

Punteggi superiori a 30 sono considerati come indicativi di livelli di ansia anomali, con punteggi superiori a 80 considerati come indicativi di ansia severa.

 

In caso di punteggi che rientrano all’interno dell’intervallo di valori indicati come patologici si consiglia un colloquio di approfondimento clinico con uno specialista psichiatra.

 

PARTE 1

Punteggio  6 – 30                   Ansia Lieve

Punteggio  31 – 50                  Ansia Moderata

Punteggio  51 – 80                  Ansia Marcata

Punteggio  81 – 134                Ansia Severa

 

PARTE 2

Punteggio 4 – 11                    Ansia o fobia Lieve

Punteggio 12 – 22                   Ansia o fobia Moderata

Punteggio 23 – 33                   Ansia o fobia Marcata

Punteggio 34 – 44                   Ansia o fobia Severa

 

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