Posted by & filed under ARTICOLI DEL 2014, NEWS DEL 2014, SERVIZIO DI CHIRURGIA PLASTICA ED ESTETICA.

 

La palpebra è un organo molto complesso con una funzione tra le più importanti del corpo umano: quello di proteggere l’occhio. Il complesso cutaneo muscolare  aponevrotico della palpebra deve avere un perfetto funzionamento per assicurare una funzione cosi delicata. Certamente a questioni funzionali si aggiungono e si compenetrano questioni puramente estetiche dato che a livello della palpebra è ben visibile il processo di invecchiamento.

Le patologia per cui più facilmente si arriva a prospettare una chirurgia delle palpebre sono

1)la DERMATOCALASI: è l’accumulo cutaneo che può essere congenito od acquisito. Può colpire sia la palpebra superiore che quella inferiore e può essere associato alla presenza di borse adipose(comunemente chiamate occhiaie) che sono delle erniazioni del grasso perioculare,che è quel cuscino morbido che separa l’occhio dalle ossa dell’orbita. E’ addirittura possibile che  la caduta dell’accumulo cutaneo sia così marcato da coprire parzialmente l’occhio a palpebra aperta limitando così il campo visivo.

E’ possibile correggere questi aspetti mediante l’intervento di blefaroplastica che potrà essere superiore,inferiore  o completo quando riguarda le quattro palpebre. L’intervento consiste nella asportazione della cute in eccesso e delle borse adipose che saranno situate soprattutto nella palpebra inferiore. A questo livello,quando non c’è eccesso cutaneo, le borse adipose potranno essere asportate anche per via trans congiuntivale cioè agendo dall’interno della palpebra che così non presenterà nessuna cicatrice esterna. Da notare che la sutura della palpebra superiore viene sempre eseguita in modalità intradermica che ridurrà l’aspetto della cicatrice  ed i fastidi legati alla asportazione dei punti.

L’intervento viene svolto in anestesia locale accompagnata da una sedazione che rende l’intervento completamente indolore e che permette la dimissione dopo solo un’ora dalla fine dell’atto chirurgico. In tutti i casi, nel post-operatorio comparirà un gonfiore  legato a microematomi che si riassorbiranno completamente nell’arco di pochi giorni. A distanza di 3-4 settimane, se il paziente lo riterrà opportuno, si pratica     sul lato esterno dell’occhio un trattamento a base di botulino che renderà  ancora più apprezzabile il risultato.

2) la BLEFAROPTOSI: è un abbassamento della palpebra superiore legata ad un cattivo funzionamento del muscolo elevatore della palpebra dovuto a possibili molteplici cause. Può essere mono o bilaterale e,secondo la gravità, arriva a coprire la pupilla limitando di fatto la visione.

Il difetto può essere curato mediante un intervento chirurgico che, secondo le modalità di presentazione, potrà essere o la riparazione del muscolo elevatore della palpebra o la sospensione della palpebra stessa al muscolo frontale che è il muscolo che eleva la fronte. La  scelta del tipo di trattamento dipende dalla residua funzione del muscolo elevatore della palpebra. Anche questo trattamento viene eseguito in anestesia locale con sedazione del paziente, in regime di day hospital. Ed anche in questo caso un certo rigonfiamento della palpebra per qualche giorno sarà sicuro, ma il risultato sarà evidente già dopo pochi giorni dal trattamento.

3) le NEOFORMAZIONI PALPEBRALI.  E’ il campo più vasto. Le palpebre possono frequentemente essere sede di neoformazioni che vanno dalle semplici cisti a veri e propri tumori maligni i più frequenti dei quali sono i carcinomi baso-cellulari e spino-cellulari. E chiaro che qualunque sia la neoformazione che si presenta andrà asportata. Gli interventi vanno quindi dalla semplice asportazione delle neoformazione benigne fino all’asportazione dei tumori aggressivi che talvolta obbligano alla demolizione di intere parti di palpebra cui dovrà seguire una ricostruzione più o meno estesa e ci metterà di fronte,caso per caso, a difficoltà diverse. In ogni caso una palpebra può essere sempre ricostruita con la conservazione delle sue funzioni. Per la ricostruzione si usano tecniche con l’uso di lembi cutanei che vengono dalle zone vicine  ed addirittura segmenti della palpebra sana contro laterale. Talvolta la complessità della ricostruzione obbliga al ricorso all’anestesia generale ma per lo più il trattamento è in anestesia locale e sedazione in regime di day hospital. Mai come in questi casi la precocità dell’intervento chirurgico previene grandi e complicati interventi di demolizione e successiva ricostruzione portando di fatto alla completa guarigione dalla patologia.

 

Dott. Alberto Morelli

Medico chirurgo

Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva

 

Dott.ssa Giovanna Abbiati

Medico Chirurgo

Specialista in Oculistica