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1. Ricordarsi che le allergie non sono “reazioni” ma “malattie” che decorrono in modo persistente se non cronico fin dalle fasi iniziali.

2. Non curare mai le malattie allergiche al bisogno, solo in occasione delle fasi di peggioramento della malattia, quando cioè i sintomi si presentano con maggiore gravità! Ricordarsi che nella maggior parte dei casi le malattie allergiche decorrono ed evolvono sfavorevolmente nel tempo anche se i sintomi sono di modesta entità e quindi ritenuti “trascurabili” dal paziente.

3. Quando si sospetta di essere affetti da una malattia allergica rivolgersi ad uno specialista in allergologia. Sapere che avere dei tests allergologici positivi significa essere “sensibilizzati” ma che, per pianificare una terapia corretta, le positività dei test devono sempre essere correlate alle manifestazioni cliniche

4. Le malattie allergiche sono malattie sistemiche con interessamento di vari organi ed apparati (cute, apparato rinosinusale, apparato respiratorio, ecc.) contemporaneamente o in momenti diversi della vita del paziente allergico. Limitarsi a curare solo uno degli organi o degli apparati coinvolti vuol dire perdere tempo e permettere alla malattia di evolvere sfavorevolmente

5. I farmaci antistaminici, se assunti per via orale, agiscono a livello di tutti gli organi interessati dall’infiammazione allergica ma per essere efficaci la terapia deve essere continuata per lunghi periodi di tempo.

6. L’immunoterapia allergene specifica (vaccino), a differenza dei farmaci, agisce a livello dei meccanismi del sistema immunitario che condizionano l’infiammazione allergica ed è perciò l’unica terapia in grado di cambiare in senso favorevole la storia naturale della malattia allergica; va prescritta solo in seguito ad una diagnosi specialistica allergologica corretta e completa.

7. I pazienti che hanno avuto manifestazioni allergiche gravi, che hanno cioè messo improvvisamente a rischio la loro vita, devono sempre rivolgersi, dopo l’episodio acuto, ad un centro specializzato di allergologia per cercare di capire, quando possibile, le cause scatenanti di tali reazioni ed adottare gli opportuni provvedimenti preventivi e terapeutici.

8. I pazienti che sono a rischio di manifestare quadri clinici di estrema gravità devono sempre avere con sé una confezione di adrenalina autoiniettabile.

9. In caso di interventi chirurgici, accessi in P.S., ricoveri ospedalieri, ecc. informare sempre i medici della propria condizione di allergico.

10. I pazienti con allergie alimentari (e farmacologiche) devono evitare di ingerire gli alimenti (e i farmaci) a cui sono allergici, anche in piccole quantità, e devono perciò abituarsi a leggere le etichette delle confezioni alimentari (e dei medicinali).

 

 

Allergico al polline: come accorgersi, cosa fare

 

1. I soggetti allergici al polline manifestano dei sintomi in vari periodi dell’anno quando sono presenti nell’ambiente i pollini cui sono allergici.

2. I sintomi sono solitamente respiratori:

  • più frequentemente raffreddore, con naso chiuso e/o starnutazione e/o abbondante produzione di muco chiaro e acquoso
  • spesso si associano prurito e bruciore agli occhi con lacrimazione
  • alcuni soggetti hanno anche prurito alla bocca, naso e orecchie mangiando vegetali crudi (reattività crociata con i pollini)
  • talora sono presenti, anche con una certa intensità, eczemi cutanei al volto, tronco cavi del gomito e cavi delle ginocchia

 

3. Le stagioni possono essere diverse da un anno con l’altro pertanto il periodo di presenza e il numero di pollini presenti è variabile. Ciò condiziona anche l’intensità dei sintomi variabile nelle diverse stagioni.

 

4. Se compaiono questi sintomi, non importa se “leggeri e sopportabili”, è indicata una valutazione specialistica allergologica per effettuare i test diagnostici e le misurazioni strumentali che solitamente sono necessarie. 

 

5. I test diagnostici sono fattibili durante tutto l’anno solare. Vi sono alcune situazioni che consigliano di posticiparli ad una seduta successiva alla visita specialistica allergologica:

 

  • Trattamento in corso con antistaminici, lo specialista modificherà lo schema di cura
  • Sintomi molto intensi, soprattutto asma fuori controllo,  prima di effettuare i test diagnostici si mettono sotto controllo i sintomi    

6. La terapia delle allergie al polline si basa su 4 pilastri

  • Conoscenza del problema (educazione dell’allergico), delle modalità di cura farmacologica e con estratti allergenici.
  • Conoscenza dei modi  per ridurre il contatto con il polline stesso (prevenzione)
  • Terapia con i farmaci antiallergici
  • Terapia iposensibilizzante con estratti allergenici.                                                               

7. Lo specialista allergologo è in grado di fornire tutte le indicazioni utili per una corretta gestione della malattia allergica nell’ottica di prevenire/modificare le complicanze/l’evoluzione naturale della pollinosi.

 

8. La gravidanza di per se non è un problema: l’allergica ai pollini gravida è curabile tranquillamente gestendo i sintomi con una terapia farmacologica e/o iposensibilizzante, se già in corso, adeguate. Se una donna allergica desidera un figlio conviene ne parli anche con l’allergologo per valutare come gestire al meglio la sintomatologia