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PERCHÈ, COME E QUANDO

 

Per cominciare bisogna capire che generalmente, il corpo

 

funziona in squilibrio stabile, vale a dire che ha trovato un modo di

 

funzionare più o meno buono con una disarmonia nel movimento,

 

le cause di questa disarmonia possono essere:

 

A)

 

 

Di natura strutturale

:


a) congenite:

 

In seguito a un arresto di sviluppo nella vita

 

intrauterina può venire a mancare la saldatura delle parti di

 

cui si compone una vertebra e ne risulterà una fessura (schisi).

 

La parte inferiore della colonna vertebrale, e

 

precisamente il sacro con le ultime vertebre lombari e il

 

coccige, sono sede preferita di malformazioni congenite

 

L’ultima vertebra lombare può avere un’imperfetta

 

saldatura ossea dell’arco, per cui il corpo e la parte anteriore

 

dell’arco con le apofisi articolari superiori costituiscono un

 

tutto osseo saldato soltanto con tessuto fibroso al rimanente

 

(parte posteriore dell’arco e apofisi articolari inferiori).

 

Tale anomalia è chiamata spondilolisi e molto spesso

 

conduce sotto la forza del carico o per azione traumatica a uno

 

scivolamento in avanti del corpo della vertebra lombare, con

 

tutta la colonna soprastante, sul sacro, tale fenomeno è

 

chiamato spondilolistesi

 

Per turbato sviluppo durante la vita embrionale una

 

o più vertebre possono presentare anomalie morfologiche ossia

 

di costruzione, quali la mancanza di mezza vertebra, quella di

 

mezzo o di tutto un arco vertebrale, la fusione di corpi o di

 

archi, irregolarità delle apofisi articolari. Tali anomalie sono

 

spesso causa di deformità della colonna che si sviluppano

 

appena nell’adolescenza o nell’età adulta. Si riconoscono

 

all’esame radiografico Altre volte le anomalie consistono in un

 

eccesso o in un difetto del numero complessivo delle vertebre.

 

La riduzione del numero delle vertebre cervicali, spesso

 

congiunta a fusione di singoli metameri con conseguente

 

rigidità, produce un accorciamento del collo.

 

Relativamente frequenti sono le anomalie nella

 

differenziazione regionale dei singoli segmenti della colonna e

 

hanno sede nelle vertebre di passaggio tra un segmento

 

vertebrale e il vicino. Importanti per la connessione che

 

possono avere con certe sindromi morbose sono le anomalie

 

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nel passaggio cervico-dorsale e in quello lombo-sacrale. La

 

dorsalizzazione della settima vertebra cervicale con la

 

formazione di costole più o meno rudimentali può dare

 

disturbi per compressione di nervi e di vasi sanguigni. Più

 

frequente è la sacralizzazione della quinta vertebra lombare,

 

che può essere parziale o totale, simmetrica o asimmetrica; le

 

apofisi trasverse grosse ricordano le vertebre sacrali.

 

L’anomalia può determinare una scoliosi statica Alle volte

 

per vizio di atteggiamento del feto nella cavità uterina si può

 

sviluppare una scoliosi congenita, che però non è

 

accompagnata da difetti scheletrici.

 

Deformità: La colonna vertebrale con i suoi 24 elementi

 

movibili dispone di una grande possibilità di movimento, ma è

 

altresì facilmente suscettibile di deformarsi. Le curve

 

fisiologiche, rappresentate da una lieve concavità posteriore

 

nel segmento lombare e da una lieve convessità in quello

 

toracico, possono aumentare e divenire la prima una vera

 

lordosi, la seconda una vera cifosi. La colonna può pure subire

 

deformazioni laterali, cioè sul piano frontale; tali deformazioni

 

vengono chiamate scoliosi.

 

b) Ereditarie:

 

Le malattie metaboliche ereditarie e le loro

 

conseguenze irreversibile sulla colonna vertebrale.

 

c) Acquisite:

 

Traumi, micro traumi ripetuti, abitudini

 

sbagliate su lungo periodi, nei primi, le conseguenze

 

continuano a progredire col tempo. Nei 2 ultimi se il paziente

 

riesce a cambiare le sue abitudini, le conseguenze possono non

 

evolvere più.

 

Esistono 3 cause strutturali che sono reversibile, l’eccesso di

 

peso, la mal-occlusione, l’appoggio anomalo dei piedi ( questi

 

casi richiedono l’intervento del dietologo, del dentista, o

 

del podologo)

 

Tra struttura e funzione c’e il lato psicologico da non sotto

 

valutare, che richiede l’intervento del psicologo.

 

B)

 

 

 

Di natura funzionale:


Posizioni sbagliate, nel accavallare le gambe ( no solo

 

squilibra il bacino, “le fondazione della colonna vertebrale”,

 

ma altera anche la circolazione negli arti inferiori, nel apparato

 

genito-urinario, e quello gastro-intestinale ). Nel dormire (a

 

pancia in giù per esempio). Nello stare in piedi (su una gamba

 

sola)

 

Uso anomalo della colonna vertebrale, nel sollevare, nello

 

spingere, nel tirare i pesi, nelle torsioni ( girarsi in macchina

 

per fare retro marcia, o prendere un peso sui sedili posteriori)

 

La mancanza di attività fisica

 

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L’eccesso di attività fisica ( agonismo )

 

L’attività fisica sbagliata (calcio, palla a volo, e tutti i sport

 

traumatici o asimmetrici)

 

Visto che il corpo lavora in squilibrio stabile come già

 

detto, la prima mossa da fare, è di riequilibrarlo. Ci sono 3 fasi,

 

1)

 

 

Dallo squilibrio stabile a instabile ( tramite l’aggiustamento

 

Chiropratico, si cerca di rendere il movimento intervertebrale

 

armonioso, vale a dire, fare partecipare ogni segmento

 

vertebrale al movimento globale ),

 

2)

 

 

Dallo squilibrio instabile all’equilibrio instabile


Aggiustamento Chiropratico per educare il corpo ad usare

 

tutte le articolazioni inter vertebrali, e render il movimento

 

armonioso anche se solo passivamente

 

Un’attività fisica propriocettiva mirata al ricupero

 

funzionale della colonna vertebrale, e delle articolazioni

 

periferiche, del tipo Pilates, per rendere attivo il movimento

 

armonioso

 

3)

 

 

Dall’equilibrio instabile a quello stabile


Aggiustamento Chiropratico per assicurarsi del corretto

 

movimento intervertebrale e confortarlo

 

Pilates per continuare a educare il corpo e la mente a

 

lavorare in sinergia

 

Attività fisica ludica, ballo, nuoto, ginnastica dolce,

 

acquagym, ecc… per mantenere l’acquisito.

 

Segue poi la fase di

 

 

mantenimento, nella quale la visita

 

dal Chiropratico e l’eventuale aggiustamento, serve a

 

controllare ed eventualmente correggere la funzionalità,

 

l’attività fisica precitata deve essere fatta in modo continuativo,

 

si ricorda che la funzione crea l’organo, e che solo cambiando il

 

modo di vivere, si riesce a cambiare lo stato di salute

 

Redatto dal Dott. Richard CASTELLANI

 

Laureato al Palmer College of Chiropractic.Davenport (Iowa)

 

U.S.A.

 

Iscritto al Registro dei Chiropratici Italiani

 

Membro dell’associazione Italiana Chiropratici

 

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