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Cos’è la “ CHIROPRATICA “?

La CHIROPRATICA , da CHEIR (mano) e PRACTOS ( pratica ) , pratica

con le mani, è la disciplina che si occupa delle relazioni tra COLONNA

VERTEBRALE ( schiena) e il SISTEMA NERVOSO (nervi), nata negli Stati

Uniti nel 1895

PER CHI?

E consigliabile a tutti ( uomini, donne, giovani, anziani, bambini), fare

regolarmente controllare l’equilibrio e la funzionalità della colonna

vertebrale.

Il 95% delle persone soffre di dolore alla schiena un giorno o l’altro nella

sua vita.

Già da piccoli abbiamo cattive abitudine, se corrette in fretta avranno un

impatto meno importante nel futuro. L”aggiustamento vertebrale”

consiste nel ridare manualmente, in modo non traumatico, preciso e

indolore, un movimento normale a due vertebre che, non lavorando

correttamente (troppo mobile, o poco mobile) creano un’interferenza

nervosa

IN COSA CONSISTE LA PRIMA VISITA DAL CHIROPRATICO

Dopo un accurato esame obiettivo, l’ analisi degli esami( radiografie,

T.A.C. o I.R.M.) , un questionario sul modo di vivere, sulle abitudini,

viene fatto un quadro generale della situazione, ricercando le cause del

problema, dividendole tra cause strutturali, generalmente irreversibili e

cause funzionali spesso reversibili.

QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE DI UN PROBLEMA

ALLA COLONNA VERTEBRALE?

Una situazione post-traumatica ( incidente, anche vecchio, anche non

grave)

Un micro-trauma ripetuto (posizione/ posture errate sul lavoro)

Un problema di denti ( mal occlusione, errata masticazione )

Una differenza anche minima di lunghezza delle gambe

Un bacino squilibrato (da seduto con le gambe accavallate… )

Una limitata / assenza / o sbagliata attività fisica…

Un eccesso di peso…

Un materasso, un cuscino non idoneo…

Lo stress mal gestito della situazione famigliare o lavorativa…

E altro…

COSA PUO FARE IL CHIROPRATICO?

Dopo avere analizzato la situazione, il Chiropratico dovrà giudicare se

esiste una o più cause irreversibile, e spiegare al paziente le loro

conseguenze. E, il problema, creato dalle sole cause irreversibile? in

questo caso solo un intervento chirurgico può tentare di migliorare la

situazione.

INVECE, se il problema e solo creato IN PARTE da cause irreversibile, le

possibilità di “AGGIUSTARLO“ dal punto di vista CHIROPRATICO

esiste.

Lavorando manualmente, rispettando sempre la fisiologia articolare, e

adattando la tecnica all’età e alle condizioni del paziente, il

CHIROPRATICO, cercherà di ridare un movimento normale alla zona

incriminata, liberando le radici nervose’ cause di un funzionamento

anormale. Il termine giusto è AGGIUSTAMENTO VERTEBRALE. Spesso

in medicina tradizionale, si parla di manipolazioni, vediamo la loro

definizione.

Manipolazione vertebrale: Forzare un’articolazione oltre i suoi limiti

fisiologici (creando necessariamente un danno)

Aggiustamento chiropratico: fare ritrovare a 2 vertebre, il loro

movimento normale ( fisiologico ), eliminando le interferenze nervose.

( si parla di una sublussazione vertebrale ) Prima non nuocere…

COSA DEVE FARE IL PAZIENTE COL CHIROPRATICO

SQUILIBRIO STABILE

All’inizio, il paziente si presenta con uno squilibrio stabile (situazione

nella quale il corpo trova una certa stabilità, ma che se permette un

equilibrio funzionale locale, crea uno squilibrio generale che si

manifesterà a un momento o a un’altro con sintomi. Generalmente è la

conseguenza di un modo di vivere incorretto (posizioni sbagliate,

cattive abitudini, attività fisica errata, ecc. ecc. ), di un incidente che ha

creato una situazione alla quale il corpo si è dovuto adattare ( fratture

che modificano la postura, storte che alterano la deambulazione ) o di

problemi congeniti ( anomalie vertebrali, dei piedi, dei denti, ecc.ecc. )

SQUILIBRIO INSTABILE

Il ruolo del CHIROPRATICO è di scombussolare la situazione,

restaurando una mobilità corretta tra i diversi segmenti vertebrali (le

vertebre) dove i nervi spinali possono essere disturbati (fora men

intervertebrale) , e dunque rendere instabile lo squilibrio .

EQUILIBRIO INSTABILE

Con l’aiuto del paziente, che tenderà a cambiare le sue abitudini, ( in un

primo tempo basterà eliminare le posizioni sbagliate e adoperare un

modo di comportarsi migliore, seguendo le indicazioni del

CHIROPRATICO), e del CHIROPRATICO che proverà di aggiustare la

colonna vertebrale per guidare il corpo nella buona direzione, si

dovrebbe passare ad un equilibrio instabile( il corpo passa più tempo in

equilibrio che in squilibrio)

EQUILIBRIO STABILE

A questo punto, la maggior parte del lavoro deve essere fatto dal

paziente, che deve cambiare diverse cose, integrando nuovi parametri

nella sua vita, al livello fisico ( posizioni , atteggiamenti, attività fisica,

ecc…) ma anche se si può al livello chimico ( dietetica ) e al livello

psichico (stress), riuscirà a mantenere un equilibrio più a lungo, vale a

dire stabilizzare il suo equilibrio. Il lavoro del Chiropratico dovrà anche

svolgersi nel provare di trovare soluzioni a problemi strutturali o

funzionali irreversibili, per esempio fare controllare dall’odontoiatra la

mal-occlusione, dal podologo un corretto appoggio, il Chiropratico

potrà, dopo un’accurata analisi di radiografie fatte in modo particolare,

definire se non c’è una differenza di lunghezza degli arti inferiori, che il

corpo , da solo non può compensare, e provvedere, (rialzo, solette…).

MANTENIMENTO

Il vero Chiropratico, non lavora in maniera allopatica, la filosofia

Chiropratica, è OLISTICA, ci porta ad occuparsi, della sintomatologia,

se è la conseguenza d’un trauma, ( spesso serve a determinare il livello

del problema vertebrale ), ma sopratutto, della CAUSA o delle CAUSE

che hanno creato o contribuito alla situazione. Non esiste, quasi mai

UNA sola causa, ma bensì un accumulo di cause che portano il corpo a

superare la soglia di sensibilità, e a manifestarsi attraverso la

sintomatologia.

Sintomatologia che tocca il o i punti più deboli del nostro essere,

che sia al livello fisico, chimico o psichico.( Li, subentra la

collaborazione del Chiropratico con altri specialisti, che possono

contribuire a capire meglio la situazione,( attraverso indagini, analisi,

ecc…) o a trattarlo, grazie alla loro tecnica mirata in questo particolare

campo.

Il corpo è un tutto, ci rifiutiamo a considerare l’essere come una

somma di elementi che si possono trattare individualmente, ma

piuttosto come un elemento complesso, che fortunatamente ci parla, il

problema è che nessuno ci ha insegnato ad ascoltarlo, allora per farsi

sentire, URLA…ci fa male…, finalmente ascoltiamo, ma spesso non

parliamo la stessa lingua…, non lo riusciamo a capire, e al posto di

cercare ad eliminare la causa o le cause dell’urlo, lo zittiamo, usando

antalgici o antinfiammatori. Cosi facendo, qualche volta, il corpo tace …

ma è per urlare più forte, usando un’altra lingua, (il dolore cambia

intensità, posto, frequenza…) e il paziente continua a trattare la

sintomatologia… Alla fine, se non riusciamo a capire il messaggio, il

corpo s’inc……..e il messaggio diventa una vera e propria patologia,

qualche volta invalidante, e può anche essere peggio…

“Riferire il paziente è un atto responsabile, non si può essere

specialista in tutto…”

Conosciamo già l’interazione tra fisico, chimico e psichico.

Il ruolo del Chiropratico, e di analizzare in modo accurato la situazione,

di spiegare al paziente le soluzione che propone, di aiutarlo a ritrovare

un equilibrio omeostatico, di consigliarlo sul tipo di attività fisica, di

educarlo nel cambiare le sue errate abitudine, e di seguirlo

periodicamente per assicurarsi che il suo corpo rimanga sulla buona

strada, senza aspettare i sintomi. ( meglio controllare regolarmente

l’olio, che aspettare che la spia si accenda…)

Al livello fisico

, una volta ritrovato un EQUILIBRIO STABILE, un

controllo periodico della buona mobilità segmentaria (delle vertebre)

dovrebbe essere effettuato dal Chiropratico, una corretta attività fisica

(ginnastica propriocettiva, tipo Pilates controllata da un educatore

specializzato), il camminare con scarpe giuste, la ciclette, l’ellittica, lo

sci di fondo, le sciaspole, il nuoto, sono benefiche. Il peso deve

rimanere nei limiti accettabile, le posizione devono essere sempre

corrette, la postura mantenuta giusta.

Al livello chimico

, una sano e equilibrato modo di alimentarsi

necessita un seguito dietetico, un non abuso delle medicine ( se è

possibile dolci ), eviterà di inquinare il corpo. Una corretta

alimentazione può aiutare un problema ponderale.

come imparare a gestire la qualità della propria vita anche

attraverso un’ alimentazione sana ed appropriata, introdurre nuove

abitudini, riflettendo sui propri comportamenti e proponendo dei

miglioramenti. Le attività sono finalizzate a trasmettere a grandi e

piccini i principi di un’ alimentazione bilanciata e ad indurre nei giovani

allievi il desiderio di consumare più legumi, ortaggi e frutta, nonché il

piacere di gustarli seguendo la stagionalità della loro presenza sul

mercato. Questo intervento educativo vuole contribuire a far superare la

ritrosia nel consumo giornaliero di alimenti di origine vegetale che

invece sono alla base della tradizione alimentare mediterranea,

riconosciuta da tutti come la più salutare.

Relatrice

: D.ssa ZANDOTTI, dietista, laureata nel 2008 all’ Università

Statale di Milano. Formazione presso ospedale

Niguarda di Milano,

ospedale

Le Molinette di Torino, ospedale pediatrico Regina Margherita


di Torino. Svolge la sua attività a Borgomanero, Arona, Borgosesia e

Novara.

Al livello psicologico

, una buona conoscenza del modo in cui la

nostra mente reagisce allo stress (non sempre negativo), richiede l’aiuto

del psicologo

Come imparare a gestire le proprie emozioni che a volte possono

bloccare il regolare svolgimento delle attività creando ansia, stress,

demotivazione verso lo studio o in alcuni casi anche sintomi e disagi

fisici come ad esempio tensioni, dolori addominali, emicranie. Le

emozioni sono positive; è il loro uso che non sempre è adeguato.

Bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e capire quale

atteggiamento cambiare per rispondere in modo adeguato e corretto

agli stimoli emotivi.

Relatrice

: D.ssa LANGHI, psicologa, laureata con lode nel 2001

all’Università Cattolica di Milano, Iscritta all’Albo degli Psicologi del

Piemonte dal 2003, esperta in Psicosomatica. Svolge la sua attività a

Borgomanero e Novara.

PROGETTO IPPOCRATE

EDUCAZIONE !, avete detto EDUCAZIONE ?

l’abbiamo immaginato, l’abbiamo creato, lo stiamo facendo

Abbiamo, ultimamente, ideato un programma di educazione al

livello scolastico.

Effettivamente, più in fretta si educano le persone, e meno le

conseguenze saranno importanti. Per guidare una macchina o un

motorino, ci serve una patente, la società, si è accorta che per evitare il

più possibile, gli incidente, serviva un’educazione nel comportamento di

chi guida.

Stranamente, non esiste niente di simile al livello sanitario. Si

doveva pensare ad un programma sanitario di prevenzione,

l’educazione dei bambini è primordiale, imparano a mangiare senza

mettere i gomiti sul tavolo, a non mettere le dita nel naso, e nella loro

vita d’adulto, comportarsi educatamente, diventerà un’abitudine, una

BUONA abitudine.

Come mai, le gente impara a piegarsi correttamente, a vestirsi in

posizione corretta, a non accavallare le gambe da seduto, ad alzarsi dal

letto senza forzare la colonna vertebrale, a mangiare sanamente, o a

gestire lo stress, solo quando sono adulti, quando stanno male, o che

consultano per un problema?

Sarebbe molto più intelligente prevenire, educando i bambini,

quando è ancora possibile fare diventare automatico un comportamento

giusto, salutari, e previo di conseguenze negative.

LA CHIROPRATICA

e

i BAMBINI

Ricordo anatomico

Il corpo è in grado di adattarsi al suo normale ambiente, se

informato correttamente. Lo fa attraverso il sistema nervoso, il sistema

nervoso sensitivo, afferente al cervello,e motorio, efferente al cervello,

entra nel midollo spinale via i foramini intervertebrali, all’escussione di

quelli cranici, anche il sistema autonomo (simpatico e para-simpatico)

in parte a le sue origine al livello inter-vertebrale. Le meninge, che

proteggono il cervello e tutti i nervi, possono, se sono soggette a delle

tensioni, creare delle interferenze nervose, che possono modificare il

segnale che informa il cervello delle modificazioni avvenute. In quei

casi, il cervello non può reagire, o reagisce erroneamente, creando una

situazione di squilibrio tra, ambiente e corpo. Lo stesso avviene se

sono i stimoli efferenti dal cervello.

Un pochettino come se in una macchina, la centralina ricevesse

delle informazioni sbagliate mandate dai sensori che apprezzano la

temperatura, l’umidità, la pressione atmosferica ( è uno dei modi per

aumentare la potenza, o la velocità, fregando la centralina )

Una delle ragioni, per la quale, i nervi perdono la loro conduzione

normale, si chiama,

“sublussazione vertebrale”


Un’altra e una piega delle meninge, creata da una tensione dove

sono attaccate alla colonna ( prima vertebra cervicale “atlante”,

seconda vertebra cervicale ”epistrofeo” e sacro )

Una “sublussazione vertebrale” è un sindrome, due segmenti

vertebrali non si muovono più correttamentee ( o sono ipermobile,

instabilità, o sono ipomobile, il loro movimento è ridotto) generando un

interferenza nervosa ( alterazione del segnale nervoso ).

Come interviene il CHIROPRATICO:

L’unico modo di, restaurare un movimento che si avvicina il più

possibile alla normale, ed eliminare le interferenze nervose creatosi, è di

procedere ad un

“aggiustamento vertebrale”, termine Chiropratico, che

consiste a correggere manualmente la “sublussazione vertebrale”

usando una forza appropriata, rispettando la fisiologia articolare del

soggetto.

E logico pensare che ogni soggetto, dev’essere trattato in modo

adeguato, l’età, il sesso, le eventuale patologie, l’eredità, i problemi

congeniti, quelli acquisiti, sono presi in conto, ci sono più o meno 64

tecniche diverse per “aggiustare” un paziente, dalle più dolci, con forze

che equivalgono a 250 grammi, a quelle più incisive, dove conta più la

velocità che la forza ( E = mC2 ), Il famoso “crac” che uno si può

aspettare da un aggiustamento non è, ne un criterio, ne necessario, ci

sono tecniche che usano solo la respirazione, o il peso del proprio

corpo ( tecniche con dei cunei al livello del bacino)

“PRIMA NON NUOCERE è un addaggio del Chiropratico”

Il primo trauma, del bambino, se non si considerano quelli

avvenuti in utero, è la nascita, è già un trauma di passare da un

ambiente caldo, umido, coccolato dai battiti cardiaci della mamma, con

rumori filtrati, al buio, con delle funzioni come l’ossigenazione del

sangue assistito ( placenta ), senza manipolazioni incerte, al nostro

mondo, fatto di rumori assordanti, di cambiamenti di temperature, di

movimenti bruschi, di contatti duri, di allontanamento dalla Mamma, di

baci violenti ecc. ecc. Ma il modo in cui si passa da un mondo all’altro, è

già un trauma fisico di per se. Passare attraverso un canale stretto,

tirato, spinto, estratto qualche volta…, non dev’essere una passeggiata.

Già a questo punto, qualche problema possono capitare, la

manipolazione ostetrica può generare senza volerlo delle sublussazioni

che non sono evidenti.

Il ruolo del Chiropratico e di ricercare manualmente queste

sublussazioni vertebrali, ci possono essere anche dei piccoli problemi

di mobilità delle ossa del cranio, un controllo secondo la filosofia

Chiropratica dev’essere fatto il più presto possibile, anche nell’assenza

di sintomi, direi quasi sopratutto nella loro assenza, questo è

PREVENZIONE, assicurarsi che tutto funziona correttamente. Non le

funzioni del corpo, questo e senz’altro fatto molto bene in pediatria, ma

proprio al livello di piccole alterazioni del movimento vertebrale.

Il controllo periodico

Portiamo regolarmente la nostra macchina a fare il tagliando,

senz’aspettare i guai. Il miglior modo di evitare i problemi, è di

prevenirli…

I piccoli traumi, e i bambini ne subiscono quasi tutt’i giorni, dalla

piccola infanzia (manipolazioni azzardate “ testa che parte all’indietro,

alzando il bambino”, “ salti in aria per farli ridere “, cadute nel’

apprendimento del camminare, piccoli incidenti. Più avanti, “il tirare il

bambino su con un braccio quando sale un gradino”, più avanti ancora,

la posizioni a scuola, lo zaino, l’attività sportiva inadeguata” Ci sono

centinai di opportunità di creare delle sublussazioni vertebrali nel

periodo infantile, e spesso non c’è ne accorgiamo. Un controllo

Chiropratico s’impone.

La postura è un’argomento che deve coinvolgere TUTTA la

famiglia, i genitori devono dare l’esempio, come più avanti, gli

insegnanti a scuola.

Il PROGETTO IPPOCRATE, è un’iniziativa scolastica per informare,

ragazzi, genitori e insegnanti, creando una sinergia attorno tre

argomenti, il FISICO, il CHIMICO (dieta), e il PSICHICO.

Conosciamo l’importanza del “sistema nervoso autonomo” E

responsabile del corretto funzionamento del nostro organismo nel

ambiente in cui evolve. Ricordatevi che non solo il sistema nervoso

muscolo-schelettrico ( sensitivo e motorio ), e collegato al nostro

cervello, tramite il midollo spinale ( protetto dalla colonna vertebrale)

ma anche il sistema autonomo, ( simpatico e para-simpatico ) i livelli di

partenza di questi sistemi sono la parte toraco-lombare, e la parte

cranio-sacrale del nostro scheletro.

E dunque primordiale che la colonna vertebrale nel suo insieme,

funzioni correttamente, affine di non interferire con la normale

trasmissione di tutte le informazioni, che vanno o che partono dal

cervello. Condizione indispensabile della SALUTE.

IL TRATTAMENTO CHIROPRATICO IN CASO DI ERNIA DEL DISCO

Si ricorda che l’aggiustamento Chiropratico consiste a ridare a 2

vertebre il loro movimento fisiologico. Si tratta dunque di un lavoro

sulla funzionalità, non sulla struttura. L’ernia del disco come qualsiasi

discopatia, è un problema strutturale, grosso modo, pùo creare una

diminuzione del foramine vertebrale se è lateralizzata, o del canale

midollare se è centrale o mediana. Quando a questa riduzione di

diametro di origine strutturale , se ne aggiunge un’altra di origine

funzionale, come un oedema delle articolazioni posteriore vertebrali, il

Chiropratico pùo intervenire con successo. Bisogna tenere conto del

fatto che generamente, aparte casi flagranti, la risonanza magnetica

permette una valutazione qualitativa della patologia, ma non

quantitativa. Vale a dire che se il problema comporta le due componenti

precitate , la strutturale ( irreversibile aparte un intervento chirurgico ) e

la funzionale ( generalmente reversibile con trattamente adeguato )

saremo di fronte a 2 possibilità.

1)

Il problema strutturale e i l problema funzionale sono

complementari:

la Chiropratica facendo ritrovare la loro migliore

mobilità ai 2 segmenti coinvolti, la pressione nervosa ed eliminata,

la sintomatologia sparisce. L’ernia discale rimane, l’ernia discale

arriva generalmente tra 20 e 40 anni, dopo, l’ernia regolarmente

rimpiciolisce, perde acqua, dunque anche volume.

2)

Il problema strutturale già da solo è sufficiente a creare la

compressione:

Il problema funzionale è supplementare,

l’aggiustamento Chiropratico potrà solo ridurre la pressione, ma

non la potrà eliminare, potrà solo migliorare un pò la

sintomatologia

Come il trattamento Chiropratico non consiste unicamente

nell’aggiustamento vertebrale, ma cerca di educare il paziente a

corregere il suo modo di vivere ( abitudini), la postura, e a consigliare il

paziente sulle cose da eliminare e da aggiungere alla sua vita, i consigli

del Chiropratico, in caso di discopatia è primordiale, anche se il

paziente deve subire un interventi chirurgico, diminuirano le possibilità

di recidive provando di fare condividere a tutta la colonna vertebrale , lo

stress del cambiamento di mobilità imposto dal intervento, e le cause

funzionali che in partenza hanno potuto contribuire come concause

dell’ernia del disco ( ipermobilita articolare, instabilità vertebrale, attività

fisica erronea, o inesistente, ecc, ecc… )

Molto importante è il comportamento del paziente affetto da ernia

discale.

1) Bisogna ricercare quale sono le cause funzionali che hanno

favorito l’uscita di quest’ernia, e provare di corregerle, per evitare di

peggiorare la situazione, e, in caso d’intervento, di trovarsi in

condizione di avere un’ernia ad un altro livello. « Se non si cambia la

ricetta, non si cambia il dolce »

2) Immaginare un’attività fisica compatibile con la situazione.

( ginnastica dolce, acquagym, pilates, ecc… )

3) Controllare il peso, e la dietetica ( una consulenza dietetica è

indispensabile per eliminare i stress dal punto di vista

chimico ).

4)

Un consulto psicologico è spesso requisito, per cambiare

anche il modo di vedere la situazione e di non ricadere nello

stesso schema deleterio.

In tutti i casi, bisogna vedere il corpo come un tutto, un analizi

antroposofica è senz’altro il miglior modo di trattare un paziente e non

solo un paziente affetto da ernia discale.

MEGLIO PREVENIRE CHE GUARIRE

CHI E IL CHIROPRATICO?

Il CHIROPRATICO deve essere laureato in CHIROPRATICA,

attualmente, NON esistono scuole riconosciute dalla C.C.E. (COUNCIL

OF CHIROPRACTIC EDUCATION ) in ITALIA.

L’INGLITERRA rilascia un Master in CHIROPRATICA,

la FRANCIA un diploma di CHIROPRATICIEN

gli STATI UNITI, una vera laurea di DOCTOR of CHIROPRATIC,

riconosciuta a tutti gli effetti in ITALIA.

Il CHIROPRATICO esercita come professionista sanitario di grado

primario.

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA CHIROPRATICI, che tutela i DC’s

(DOTTORE in CHIROPRATICA), ha la sua sede in Via Brigata Liguria,

1/20 a GENOVA.

www.chiropratica.it

MODO DI VIVERE = STATO DI SALUTE

Il nostro

modo di vivere, condiziona, il nostro stato di salute.

Se vogliamo cambiarne uno , dobbiamo cambiare l’altro.

Spesso il paziente crede che il Dottore lo curerà, ma sarà lui, a

curarsi, aiutato dai consigli a lui prodigati. Bisogna sempre tenere

in mente che il dolore è un segnale di

ALLARME, ci indica che

stiamo funzionando in modo sbagliato, il posto dove risentiamo il

sintomo è, in generale il posto più debole del nostro corpo, o per

problemi cronici, acquisiti dopo uno sforzo inconsiderato o un

“incidente”. Si devono sempre cercare la o le cause di questo

squilibrio, al livello fisico, psichico, o chimico, Generalmente è una

combinazione delle tre. Al livello fisico abbiamo già un’idea di

quale sono le cause( vedere precedentemente), al livello psichico,

come al livello fisico, ci sono cose reversibile e cose no. Se la

cosa si rivela presente, un aiuto può essere necessario. Al livello

chimico, la dieta, l’inquinamento, i farmaci , possono essere

coinvolti. In tutti i casi, il CHIROPRATICO, potrà, dopo l’anamnesi,

provare di mettere in evidenza le cause di questo squilibrio.

Lavorando col paziente e non sul paziente, in collaborazione con

quest’ultimo , si deciderà sulle strategie da adottare. Anche se si

riesce ad eliminare una o più cause, o almeno a ridurne

l’importanza, il corpo avrà bisogno di tempo per ritrovare un

equilibrio. Se la pianta è ingiallita, non serve solo un

bicchiere d’acqua per farla tornare verde… Ci vuole

PAZIENZA e

PERSEVERANZA .

Ricordatevi, se si vuole cambiare il dolce,

bisogna cambiare la ricetta

“Se ti curiamo oggi ti salviamo oggi, se ti

educhiamo oggi ti salviamo per tutta la vita”

CHIROPRATICA e TERZA ETA

E’ ormai risaputo il coinvolgimento della colonna vertebrale, nella

normale o anormale trasmissione dello stimolo nervoso. Le interferenze

nervose, possono alterare la comunicazione tra il cervello e l’ambiente

che lo circonda, creando al corpo delle difficoltà di adattamento ai

cambiamenti, e di conseguenza, uno squilibrio e/o un malessere, che si

manifesta generalmente con sintomi che colpiscono ovviamente la

parte più debole.

La

CHIROPRATICA, non è solo un modo per risolvere i problemi

connessi alla colonna vertebrale, ma è anche un metodo che permette

di valorizzare al massimo le capacità che ha il corpo, di vivere e di

muoversi, consentendo pertanto di apprezzare al cento per cento la

VITA.

L’invecchiamento, gli incidenti del passato, le abitudini e le

posizioni errate creano delle debolezze e degli scompensi che

danneggiano il corpo, lo fanno magari lavorare in modo scorretto e

comportano pertanto un’ involuzione.

L’aggiustamento Chiropratico « riabilita » il corpo, ridandogli la sua

funzionalità, assicurandogli di “invecchiare” nel modo più corretto.

Non dobbiamo negare il fatto che

TUTTI invecchiamo…

Le nostre cellule invecchiano, anche se alcune vengono naturalmente

sostituite, ma questo non ci deve far credere di essere inferiori ed

incapaci di reagire.

LA FUNZIONE CREA L’ORGANO

E’ necessario « imparare » ad utilizzare il corpo nel miglior modo

possibile, sapendo che non si può ottenere sempre il massimo, ma che

il nostro obiettivo è raggiungere l’optimum. Questo si può fare

attraverso l’attività fisica, per esempio il ballo, la ginnastica dolce

(Pilates è un metodo molto interessante per capire come il nostro corpo

funziona nello spazio), il nuoto, l’acquagym, il footing, la bicicletta o la

ciclette o anche semplicemente camminando con regolarità…

Sono tantissime le attività che una persona può fare anche in età

avanzata, compatibilmente con le proprie patologie e le proprie

capacità. E’evidente che, chi non ha mai fatto attività fisica

regolarmente avrà inizialmente delle difficoltà, ma lentamente, con

l’aiuto di persone qualificate, potrà ritrovare una forma fisica adeguata

ed migliorare il suo stato di salute.

MODO DI VIVERE = STATO DI SALUTE

Alcuni danni fisici subiti in passato sono ovviamente irreversibili,

è inutile ne-garlo e ciò che non si è fatto precedentemente non può

essere improvvisamente recu-perato.

E’ quindi fondamentale prendere atto della possibilità di un recupero

ripartendo dal rapporto e dall’ascolto del proprio corpo perchè non è

mai troppo tardi, e dobbiamo dimenticare la parola “ORMAI”, che

spesso viene utilizzata solo per giustificarsi e che invece non dovrebbe

esistere…

Abbiamo tutti in mente l’ottantenne che continua a sciare, a correre in

bici, a ballare… Non dobbiamo pensare che la terza o la quarta età siano

solo mentali e non fisiche.

«MENTE SANO IN CORPO SANO» significa che ciò che è valido per il

corpo è valido anche per la mente;

«SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO» significa nutrire correttamente il

proprio corpo, per consentirne la massima efficienza.

Con la collaborazione della Dott.ssa LANGHI, PSICOLOGA e della

Dott.ssa ZANDOTTI, DIETISTA, si potrà approfondire anche questi

aspetti fondamentali per la salute.

LA CHIROPRATICA AGGIUNGE DEGLI ANNI ALLA VITA

MA SOPRATUTTO DELLA VITA AGLI ANNI

Lo scopo dell’aggiustamento Chiropratico è di ridare alla colonna

vertebrale il suo funzionamento ottimale, ricreando il suo equilibrio,

lasciandola agire correttamente, proteggendo il midolo spinale in essa

contenuto ed i nervi che ne fuoriescono. Solo se il nostro cervello

riesce ad apprezzare correttamente le variazioni dell’ambiente, e di

conseguenza, a monitorare i cambiamenti dei nostri organi, si può

mantenere quest’equilibrio indispensabile alla salute, equilibrio che si

chiama « OMEOSTASI”. Occorre ricordare che il collegamento tra

cervello e organi si crea attraverso il sistema nervoso che gestisce

anche il sistema endocrino.

NON C’E UNA CELLULA DEL NOSTRO CORPO CHE NON E

CONTROLLATA DAL SISTEMA NERVOSO, DIRETTEMENTE O

INDIRETTAMENTE

L’ETÀ NON È UNA CONTROINDICAZIONE ALL’ AGGIUSTAMENTO

CHIROPRATICO

Occorre chiarire un concetto:

la manipolazione come è intesa dalla medicina tradizionale,

consiste nel “forzare un’ articolazione oltre i suoi limiti fisiologici”,

creando un danno all’arti-colazione medesima, che è tanto più grave

quanto più essa è fragile, o malata, come in in presenza di osteoporosi,

ed è dunque fortemente controindicata a qualsiasi età.

L’aggiustamento Chiropratico, mediante la «

SUBLUSSAZIONE

VERTEBRALE»

si pone l’obiettivo di far ritrovare a due vertebre il loro

migliore movimento fisiologico, eliminando l’interferenza nervosa.

In alcuni casi , si verifica la cosidetta «Ipo-mobilità» che consiste in un

movimento ridotto, cui si cerca di rimediare ripristinando il movimento

corretto e creando la situazione ideale per un aumento della mobilità,

rispettando la fisiologia articolare del paziente (neonato, adolescente,

adulto).

Quando invece le vertebre sono instabili, si parla di «Iper-mobilità», cui

si cercherà di rimediare facndo ritrovare a queste vertebre il loro

movimento normale, agendo su quelle che non si muovono abbastanza

e che obbligano le altre a compensare.

Pertanto occorre comprendere che il primo credo del vostro

Chiropratico è:

” PRIMA NON NUOCERE “

L’AGGIUSTAMENTO VERTEBRALE SI FA SEMPRE RISPETTANDO LA

FISIOLOGIA ARTICOLARE

Le tecniche Chiropratiche, si addattano alle condizioni del

paziente, sono diverse se si tratta, di un neonato, di un adolescente, di

uno sportivo, di una donna , di un uomo, di una persona anziana .

Adeguandosi alla fisiologia articolare, il metodo Chiropratico è proprio

un trattamento ” alla carte “.

E, per concludere ricordatevi che…

LA CHIROPRATICA AGGIUNGE DEGLI ANNI ALLA VITA

MA SOPRATUTTO

DELLA VITA AGLI ANNI

LA VECCHIAIA NON E UNA MALATTIA, MA « UN OPPORTUNITA

ULTERIORE »

Marcello cesa-bianchi

Redatto dal Dott. Richard CASTELLANI

Laureato al Palmer College of Chiropractic.Davenport (Iowa) U.S.A.

Iscritto al Registro dei Chiropratici Italiani

Membro dell’associazione Italiana Chiropratici