Posted by & filed under ARTICOLI DEL 2014.

RADICALI LIBERI

COSA SONO, COSA DANNEGGIANO, A COSA SERVONO

L’ossigeno (O2) è il grande paradosso della nostra vita: per vivere ne abbiamo bisogno; ma, contemporaneamente,  è la causa della fine.

Infatti, quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione) si formano i “RADICALI LIBERI”; che sono, quindi, dei prodotti di scarto (ad esempio: la mela si ossida; il burro irrancidisce).

I radicali liberi sono costituiti da atomi o molecole “instabili”, a cui manca un elettrone, e sono disposti a tutto pur di prendersi l’elettrone di un altro atomo  o molecola. Essi sono dei veri e propri “teppisti della biochimica”.

Il primo radicale libero che si forma è il “SUPEROSSIDO” (O2); è anche quello che viene prodotto in maggior quantità e che si può trasformare in “PEROSSIDO DI IDROGENO” (H2O2); ossia: acqua ossigenata.

Il radicale “IDROSSILE” (OH) è il più dannoso ed inattiva tutto ciò che tocca.

Il radicale “LIPOPEROSSIDO” può innescare una reazione a catena, detta “perossidazione lipidica”, che va ad intaccare i lipidi delle membrane cellulari.

I “ROS”, reactive species oxigen, sono:

l’“OSSIGENO SINGOLETTO” (O2+) viene formato dall’azione della luce sull’ossigeno.

Il “PEROSSIDO DI IDROGENO” (H2O2) ha una emivita più lunga.

L’“ACIDO IPOCLOROSO” si forma principalmente  quando il sistema immunitario è chiamato all’azione.

I radicali liberi sono in grado di danneggiare tutti i componenti cellulari del nostro corpo: dagli acidi nucleici del DNA, alle proteine ed ai lipidi; il loro primo bersaglio è la cellula.

Le proteine costituiscono una gran parte della struttura delle cellule; gli enzimi e la maggior parte degli ormoni e delle sostanze neurochimiche sono proteine.

Esse possono essere danneggiate dai radicali liberi, che le alterano o denaturano, sino a distruggere la loro funzionalità.

Naturalmente, i radicali liberi — rivolgendo la loro azione anche sul DNA — alterano la centrale di comando della cellula.

Sintetizzando, il danno dei  radicali liberi sui componenti cellulari e tessutali può riassumersi in: sui lipidi → perossidazione; sulle proteine → degenerazione; sugli enzimi → disattivazione; sul DNA → danno-mutazione.

Dalle cellule, il danno si manifesta nei tessuti, negli organi ed infine negli interi sistemi fisiologici.

Tra le varie patologie, il cancro è un attacco diretto al DNA; l’aterosclerosi è diretto alle membrane dell’endotelio (il rivestimento più interno delle arterie).

Nell’artrite il bersaglio è il collagene delle cartilagini della articolazioni; nel diabete, il bersaglio sono le cellule β del pancreas.  Altre patologie, che derivano da un eccesso di radicali liberi sono: l’osteoporosi , il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, la sclerosi multipla, l’enfisema polmonare.

I raggi ultravioletti del sole creano un  aumento di radicali liberi, che danneggiano il cristallino; provocando la cataratta e la pelle, dove attaccano principalmente il collagene, l’elastina e l’acido ialuronico; provocando il “fotoaging”; le cui visibili conseguenze sono rappresentate dalle rughe, dalle macchie e dal cedimento dei tessuti.

Anche il sistema immunitario perde, con il tempo, la capacità di combattere le malattie infettive ed, infine, attacca se stesso.

Per ultimo, non dobbiamo dimenticare il processo di invecchiamento o “cronoaging”

A mano a mano che le cellule invecchiano, le proteine danneggiate dall’ossidazione, vengono trasformate in cumuli inutili, che si accatastano nelle cellule; con il tessuto connettivo che si indurisce ed irrigidisce.

I radicali liberi hanno, però, anche una loro funzione: quando dei microbi si introducono nel corpo, vengono immediatamente contrastati dai neutrofili e dai macrofagi, che si servono — per distruggere il nemico — dei radicali liberi e
dei ROS; creando la cosiddetta “reazione infiammatoria”.

Bisogna ricordare, comunque, che la reazione infiammatoria ha la tendenza ad autoalimentarsi; creando un eccesso di radicali liberi.