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IL TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

La sindrome del canale carpale (STC) è certamente la patologia che più frequentemente colpisce la mano. È appannaggio quasi esclusivamente delle donne, che ne sono colpite con frequenza 9 volte superiore all’uomo ed è una patologia estremamente comune se si pensa che circa un terzo delle donne di 60 anni soffre o ha sofferto di STC.

IL QUADRO CLINICO

La sintomatologia è estremamente tipica e permette di fare diagnosi abbastanza facilmente. Infatti, la paziente affetta da STC lamenta formicolii alla mano, localizzati alle prime 3 dita, esattamente nel territorio innervato dal nervo mediano, che dapprima daranno solo notturni ma che, fin dall’inizio, causeranno frequenti risvegli con la sensazione dell’intorpidimento della mano. Successivamente, col progredire della malattia, assisteremo ad una progressiva perdita della sensibilità delle prime tre dita della mano con fastidi che diventeranno anche diurni; negli stadi più avanzati, si giunge a una progressiva paralisi dei muscoli che permettono al pollice di opporsi alle altre dita. La causa di questa malattia è una progressiva compressione del nervo mediano all’interno del canale situato nel polso chiamato appunto canale carpale. Una modifica dell’ampiezza di questo canale porterà a una compressione delle strutture in esso contenute, e soprattutto del nervo mediano che si trova in posizione più superficiale. Come abbiamo già detto la diagnosi non presenta particolari difficoltà. Esiste però un esame che permette la conferma: l’esame elettromiografico che, potendo misurare la capacità del nervo di condurre lo stimolo nervoso, ci dà un importante ausilio.

LA CHIRURGIA: UNA NUOVA METODICA ENDOSCOPICA.

Purtroppo, essendo una sindrome legata a un canale che si restringe,la STCha poche possibilità di risoluzione medica. E’ quindi sempre necessario l’intervento chirurgico, che darà migliore risultato quanto prima venga eseguito. Tratto questa malattia con tecnica personale in via endoscopica con al quale ho già realizzato personalmente un’esperienza di 10.000 casi.. Con una piccola incisione di1 cm. nel palmo della mano, introduco nel canale una sonda che fuoriesce a livello del polso da un’incisione di pochi millimetri; nella sonda passa una fibra ottiche che trasmette la visualizzazione su un monitor. Sulla base di quello che vediamo, con uno strumento apposito, che altro non è che un piccolo bisturi uncinato retrogrado, allarghiamo il canale. Questa metodica, chiamata tecnica retrograda, offre molti vantaggi, in quanto può essere eseguita in anestesia locale, con l’ausilio di pochi centilitri di anestetico, trattato in maniera che non sia doloroso (eventualmente accompagnato da una blanda sedazione del paziente) non richiede ospedalizzazione ed e’ assai poco dolorosa.

I VANTAGGI

Già 2 o 3 giorni dopo l’intervento il paziente può autonomamente togliere la medicazione e sostituirla con un cerottino sulla ferita palmare. Non esistono tempi di immobilizzazione della mano, che dovrà essere mossa immediatamente. Fin dai primi giorni il paziente è libero di svolgere attività di un certo impegno, quali guidare la macchina e attendere alle faccende domestiche. E’ chiaro che la ripresa dell’attività lavorativa sarà assai precoce visto che la dolenza che il paziente per qualche tempo avverte nella zona palmare è lieve e in nessun modo interferisce con il risultato dell’intervento. La metodica endoscopica per il trattamento della sindrome del tunnel carpale, secondo la mia esperienza, rappresenta un punto di arrivo e di svolta rispetto alle precedenti metodiche.

DOTT. ALBERTO MORELLI

Medico chirurgo

Specialista in ortopedia e traumatologia

Specialista in chirurgia plastica