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LA PSICOSOMATICA

 L’INTESTINO COME UN SECONDO CERVELLO?

A cura di D.ssa Elisa Langhi

 Molti tendono ad associare il cervello all’intestino e a definire l’intestino come un secondo cervello, seguendo l’intuizione di Gershon. In effetti a livello rappresentativo l’intestino richiama nelle sue forme il cervello, ma anche dal punto di vista funzionale sono più simili di quanto si possa credere. Il cervello accoglie le informazioni dall’esterno attraverso gli organi di senso, le elabora, trattiene quelle utili e “dimentica” quelle inutili, produce pensieri e parole. Analogamente l’intestino accoglie i cibi tramite lo stomaco, li elabora, trattiene le parti utili e lascia andare quelle di scarto.

A volte è proprio nell’intestino, oltre che nella testa, che vengono “sentite e vissute” le emozioni, in particolare le paure. Cervello e intestino sono in costante comunicazione, come ha evidenziato Gershon. E’ quindi noto ed evidente che alcune situazioni emotive, uno spavento, una notizia toccante, l’innamoramento, un tradimento, lo stress, si ripercuotono sullo stomaco o sull’intestino e a sua volta quando l’intestino “non funziona bene” anche l’aspetto emotivo/mentale ne risente. Capire quale parte agisca per prima non è cosa semplice (è l’intestino che crea un disagio emotivo, o è il cervello che ripercuote le proprie tensioni non elaborate sull’intestino?) e dipende dalla storia e dal vissuto personale di ogni individuo. L’importante è però essere consapevoli di questa costante comunicazione che avviene tra pancia e cervello, quindi sapere che la cura di un sistema si ripercuote anche sull’altro e che l’azione su entrambi facilita la soluzione di alcune problematiche che ostacolano il benessere.

Quindi la mente (intesa come sede di elaborazione di emozioni), così come può causare, a volte,  qualche disturbo intestinale (ad esempio colite, stipsi) così può anche favorirne la risoluzione se abbinata ad un trattamento medico.

A volte nel caso di persone affette da colite c’è la tendenza a non manifestare apertamente la propria aggressività e ad essere eccessivamente rispettosi, ad attivare comportamenti positivi, che se non elaborati interiormente, si ripercuotono sul corpo. Si nota a volte anche un’eccessiva dedizione al lavoro, una iper-attività lavorativa che però la persona tende a nascondere con un’apparente tranquillità (calma esterna contro agitazione interna). Da ricordare che lo stress è annoverato tra le cause maggiori dei sintomi psicosomatici.

Nel caso della stipsi la tendenza a volte è quella di trattenere ciò che non si vuole fare emergere di sé (pensieri, desideri, emozioni ritenute “sbagliate” e quindi che devono essere “trattenute” e rimuginate). Mentre nel caso di diarrea cronica il problema può essere associato ad una aggressività non espressa, ad un “eliminare” velocemente ciò che non può essere elaborato. Tipici sono i casi di alternanza tra questi due sintomi.

In questa direzione l’approccio psicosomatico ai problemi intestinali può essere utile per ristabilire e ri-equilibrare la comunicazione tra mente e corpo (pancia), cercando di fare emergere con le parole ciò che il corpo a volte comunica con i sintomi.

Nello stesso tempo l’approccio psicosomatico può essere utile in quanto supporta l’approccio medico sostenendo la persona nel suo cammino verso la guarigione.

PENSIERO RIFLESSIVO

Spesso si sente dire che la vita è come un viaggio. Infatti in alcuni momenti ci viene chiesto di fermarci e riflettere sulla meta che vogliamo raggiungere. La malattia può essere vista come una stazione grazie alla quale riposarci, ripensarci e guardarci intorno per vedere e capire se effettivamente quella meta che avevamo in passato scelto (o che ci è stata imposta) è ancora ciò che vogliamo raggiungere o se invece è giunto il momento di cambiare treno.

 

                                QUESTIONARIO ESEMPLIFICATIVO SULL’INTERAZIONE MENTE-INTESTINO

 I disturbi intestinali a volte possono essere un riflesso non solo di uno stile di vita poco adeguato (alimentazione, sedentarietà…), ma anche di emozioni o stati d’animo legati a stress e/o situazioni di cambiamento (lavorativo, sentimentale, relazionale…), vissuti e gestiti male.

Prova a rispondere a queste semplici domande, se il totale supera il 26 vuol dire che forse il tuo sintomo può essere anche di natura psicosomatica.

STIPSI

 

MAI

 

 

 

SEMPRE

 

1

2

3

4

5

Penso che gli altri possano tradirmi          
Penso di avere emozioni negative, che devono essere nascoste          
Penso di riuscire a fare tutto da solo          
mi da fastidio quando gli altri mi dicono cosa devo fare          
Mi capita di dare molta importanza alle cose materiali          
mi infastidisce condividere con gli altri cose personali          
Analizzo troppo le situazioni          
Controllo molto le mie emozioni          

 Prova a rispondere a queste semplici domande, se il totale supera il 26 vuol dire che forse il tuo sintomo può essere anche di natura psicosomatica (cerca di essere il più sincero possibile)

DIARREA

 

MAI

 

 

 

SEMPRE

 

1

2

3

4

5

Avverto una sensazione di PAURA anche senza presenza di pericoli imminenti          
Tendo ad essere eccessivamente generoso          
Mi definisco una persona corretta          
Sono ansioso          
Avverto un sentimento di aggressività che cerco di nascondere          
Mi irrito facilmente          
Evito di considerare alcuni problemi          
Provo rancore          

Prova a rispondere a queste semplici domande, se il totale supera il 26 vuol dire che forse il tuo sintomo può essere anche di natura psicosomatica (cerca di essere il più sincero possibile)

COLITE

 

MAI

 

 

 

SEMPRE

 

1

2

3

4

5

Tendo ad essere particolarmente attento alla pulizia          
Tendo a non manifestare apertamente la rabbia          
Sono poco capace a replicare          
Ho paura di perdere l’amore di qualcuno          
Tendo ad essere iper-attivo          
Tendo a controllare tutto e tutti          
Sono ambizioso          
Sono suscettibile          

Le domande vogliono invitare a riflettere su come le emozioni possono ripercuotersi sul sistema intestinale. Ovviamente non sono esaustive, hanno solo scopo esemplificativo.

D.ssa Elisa Langhi

Benessere psicosomatico

Cell.349 7405055